Mai come in questo Gran Premio la Formula 1 ha ricordato a tutti come il pericolo sia una componente ineliminabile nel motorsport. C’è anche da dire che con le moderne precauzioni prese, oggi stiamo documentando degli episodi terminati con un grande spavento, ma nulla di più. Al via della gara scatta benissimo Hamilton e prende numerosi metri di vantaggio sugli inseguitori, mentre Bottas, per l’ennesima volta, perde posizioni e viene sfilato da Verstappen, Perez, Ricciardo e Albon. Nelle retrovie partono bene le Ferrari, ma Vettel è costretto ad alzare il piede per evitare contatti pericolosi, al contrario di Leclerc che, trovatosi meno schiacciato, ha strada per andare.
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Sul rettilineo che porta a curva 4 succede qualcosa di incredibile: la Haas di Romain Grosjean tocca col posteriore l’Alpha Tauri di Kvyat ed esce di pista, impattando contro le barriere. Al contatto la monoposto del francese si spezza letteralmente in due e inizia un vero e proprio incendio, la regia, come sempre in incidenti gravi e con conseguenze ancora sconosciute, non inquadra il pilota e si sofferma sulle altre macchine, dirette verso la pit lane per via della bandiera rossa che determina l’interruzione della gara. Finalmente arriva la bella inquadratura di Grosjean seduto nella Medical Car, scosso e con bruciature su mani e caviglie ma comunque cosciente e vigile, dopodiché arrivano anche i replay di quello che è stato un vero e proprio miracolo, oltre che una dimostrazione di coraggio ed eroicità: Romain per fortuna non ha perso i sensi al momento dell’impatto ed è uscito, da solo, dalla sua monoposto in 8 secondi netti, mentre la cellula di sopravvivenza della Haas è rimasta incastrata nella barriera e avvolta nel fuoco insieme a lui.
Da sottolineare il lavoro degli steward e del pilota della Medical Car: i primi si sono avvicinati immediatamente con due estintori ed hanno provato a contenere l’incendio, mentre il secondo si è quasi infilato tra le fiamme per andare a prendere Grosjean, il quale è stato trasportato prima al centro medico del circuito e poi, in elicottero, all’ospedale di Manama. Dopo più di un’ora di attesa ed in seguito alla riparazione della barriera dove è avvenuto l’impatto, la gara può ripartire e la decisione è di effettuare una seconda partenza dalla griglia, sulla base della classifica effettiva al momento del passaggio alla linea della Safety Car, posta poco dopo il traguardo.
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La corsa riprende ed Hamilton replica l’ottimo spunto, mentre Verstappen e Perez entrano il lotta per la seconda posizione, mantenuta poi dall’olandese. Dietro le Ferrari si ritrovano ancora molto vicine, soprattutto per l’attacco un po’ aggressivo all’interno di curva 1 da parte di Leclerc su Vettel, la mossa del monegasco è comunque regolare anche se potenzialmente abbastanza pericolosa per via di possibili contatti. Qualche metro dopo un altro episodio ad alto rischio con ancora protagonista Kvyat: il russo prova un folle attacco su Stroll in curva 8, ma con l’anteriore destra tocca la posteriore sinistra del canadese e lo ribalta, senza conseguenze per il pilota Racing Point. La direzione gara punisce Kvyat con dieci secondi di penalità e opta per la Safety Car. Durante i minuti dietro la vettura di sicurezza Bottas è costretto al cambio gomme per una foratura e rientra in sedicesima posizione, alle spalle di Vettel.
La gara riprende al giro 9 e Leclerc e Ocon danno subito vita ad un duello vinto poi dal pilota Renault; in particolare le Ferrari fanno, come immaginabile, tantissima fatica e il numero 16 incassa anche il sorpasso del futuro compagno di squadra Sainz, di Ricciardo e di Gasly, finendo decimo. Al giro 27 proprio Sainz prosegue la sua risalita, approdando davanti ad Ocon dopo un bel sorpasso con DRS aperto sul rettilineo principale. Sempre il francese viene poi superato dal compagno di squadra Ricciardo, mentre a quattro passaggi dalla fine Perez è costretto a rinunciare al secondo podio consecutivo per via di una rottura del motore. Sale dunque al terzo posto Alex Albon e la gara termina con il secondo regime di Safety Car e dopo più di tre ore dall’orario di partenza del Gran Premio.
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Negli istanti finali c’è ancora spazio per momenti di pericolo: mentre Norris percorre il rettilineo dove Perez ha lasciato la sua monoposto, si imbatte in un commissario di gara che stava attraversando la pista, proprio per andare a recuperare la Racing Point del messicano, tutto ciò senza conseguenze.
Il GP del Bahrein termina dunque con la vittoria di Hamilton, seguito dalle Red Bull e dalle McLaren di Sainz e Norris, da Gasly, Ricciardo, Bottas, Ocon e Leclerc. Senza punti Kvyat, Russell, Vettel, Latifi, Raikkonen, Giovinazzi e Magnussen. Tutti, al momento della bandiera a scacchi, hanno tirato un sospiro di sollievo per via dei tanti potenziali rischi corsi durante questa gara, fortunatamente rimasti soltanto tali; in particolare Grosjean, oltre che dal suo coraggio, è stato salvato dall’Halo, una protezione posta davanti e sopra la cellula di sicurezza del pilota, che ha ridotto la violenza dell’impatto fisico contro la barriera. Il francese si è guadagnato il titolo di pilota del giorno, il minimo per chi è sceso per qualche secondo all’inferno ed è riuscito a risalirvi da solo.
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